Gatto special guest: “Guardare il mondo attraverso il festival di Internazionale”

Come forse saprete il 2 Ottobre a Ferrara si è conclusa la quinta edizione del festival di Internazionale, settimanale italiano di politica internazionale che include articoli tradotti dai maggiori quotidiani mondiali e pezzi “originali”.

Conferenza presso il teatro comunale di Ferrara

Mi è stato chiesto di scrivere un articolo su questo festival, dato che ho partecipato alla tre giorni dedicata al giornalismo internazionale, forse in veste di esperto ma gioverà sapere che io non sono un accademico ne un giornalista. Questo probabilmente rivela la prima grande forza della manifestazione e cioè di non essere chiusa in una torre di avorio di addetti ai lavori ma di essere apertissima anche alla gente “comune”. Tutti gli eventi, infatti, erano assolutamente liberi e gratuiti anche se a volte date le molte presenze (circa 63000 quelle totali) c’era bisogno di un piccolo tagliando ritirato con abbondante anticipo per entrare. E le presenze sono state davvero tante. Basti pensare che ad una conferenza intitolata “Pakistan, l’alleato scomodo dell’occidente” il teatro comunale ferrarese era strapieno. Insomma si parlava del rapporto tra il Pakistan e l’Afghanistan, di terrorismo internazionale e delle preoccupazioni degli Stati Uniti, mica di calcio.

Ferrara

La piccola e splendida cittadina tuttavia non si è fatta spaventare da questo fiume di studenti, giornalisti, fotografi e biciclette ma anzi ha dimostrato una vitalità che è purtroppo raro rinvenire nel nostro decadente paese. Erano tante infatti le dimostrazioni di affetto che la città faceva ai suoi ospiti. Dimostrazioni di affetto che andavano da una mostra su Picasso, Dalì e Modigliani ad un simpatico ragazzo che distribuiva mele da un carretto mobile. Personalmente oltre agli eventi liberi della manifestazione ho anche partecipato ad un estenuante workshop mattutino presso la Facoltà di Giurisprudenza e sempre a cura del festival tenuto da Pierre Haski, simpatico giornalista francese creatore del sito di informazione indipendente Rue89.com. Il titolo del workshop era “Internet salverà i giornali!” ma non so se effettivamente ne fosse convinto. Anzi credo che lui intendesse che Internet cambierà i giornali e forse siamo qui a scrivere anche per questo. Nonostante tutto è stato molto efficace e mi ha convinto ad aprirmi un account Twitter (@dsaltari per chi volesse “seguirmi”) che ho scoperto essere uno strumento decisamente interessante.

Pierre Haski (sulla destra)

Altro incontro decisamente controverso è stato quello con Jodi Bieber, fotografa sudafricana vincitrice del World Press Photo grazie a questa foto. L’aberrante copertina del Time, intitolata “Ecco cosa succede se lasciamo l’Afghanistan”, a cui ha prestato la sua foto spiega almeno l’80% del “controverso” che ho scritto poche righe sopra. Ben diverso era il clima presso la conferenza intitolata “Un posto in prima fila”. Al di là del fatto che effettivamente ero in prima fila, si parlava di America Latina con Leila Guerriero, Martin Caparros e Alma Guillermoprieto. Quest’ultima alla richiesta di un consiglio per i giovani che pensavano di iniziare la carriera giornalistica rispondeva: “Non fatelo! Non ci si può più costruire una vita con questo lavoro”. L’emozione e il trasporto con cui l’aveva detto mi ha lasciato di stucco soprattutto pensando che fino a quel momento il festival mi aveva entusiasmato. Mi aveva entusiasmato il concerto di Amadou e Mariam, due musicisti maliani ambasciatori contro la fame del Programma alimentare mondiale per l’Unione Europea, e mi aveva entusiasmato Susanna Camusso, segretaria della CGIL chiamata a rispondere sulla precarietà di un’intera generazione, come d’altra parte mi aveva entusiasmato il festival nel suo insieme.

Amadou e Mariam

La giornalista messicana, il cui nome in italiano significa anima, tuttavia non aveva concluso la sua frase e aggiungeva: “Chi vuole davvero fare il giornalista non ci pensi, lo faccia adesso”. Riuscivo solo in quel momento a capire il vero senso del festival che veniva così espresso dalla Guillermoprieto: “Questo mestiere ti permette di guardare il mondo con migliaia di occhi”. Migliaia di occhi, come quelli di coloro che hanno partecipato a questo splendido evento.

Spettatori presso la conferenza "Un posto in prima fila"

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Informazioni su sofocle83

Ho deciso di farmi questo regalo, essere qui. Sono rimasta a lungo scettica della vita dopo i 25 anni, dopo qualche attimo perso e qualche ripensamento di troppo ho deciso che era ora di darmi da fare.
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